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CASTELNUOVO CILENTO

In tema di castelli cilentani, uno dei migliori esempi di restauro è costituito dal bel castello di Castelnuovo Cilento, le cui tracce storiche certe riportano alla seconda metà del XIII secolo, quando venne ampliato dal cavaliere francese Guido de Alemagna, sceso al seguito di Carlo d’Angiò da cui ricevette il Feudo di Castelnuovo, anche se il nucleo originario è sicuramente di fattura longobarda-normanna. 

Secondo la tradizione divenne roccaforte strategica dopo la caduta del castello della Bruca, i cui superstiti si rifugiarono verso l’interno arroccandosi nel nuovo baluardo. 

Rappresentò per lungo tempo il fulcro strategico militare della difesa del Cilento, nei confini storici di allora. 

Nel 1496 Ferrante II d’Aragona confiscò il feudo, che passò al casato dei Carafeschi, mentre nel 1724 entrò nei possedimenti della famiglia Talamo-Atenolfi che tutt’ora lo possiede. 

Abbandonato verso la fine del Settecento, e gravemente danneggiato da due terremoti nel secolo successivo, nel 1966 è stato oggetto di una imponente opera di restauro da parte dei proprietari che lo hanno ricondotto alla sua fisionomia originaria. Il castello domina dall’alto del Colle di San Leonardo i tetti delle case del grazioso paese di Castelnuovo e permette alla vista di spaziare sulla Valle dell’Alento, tanto che la sua torre lo rende individuabile già da lontano. La fortificazione è liberamente visitabile e vi si accede facilmente dal parcheggio panoramico adiacente. 

La suggestiva posizione del castello e l’armonia architettonica delle case che lo circondano rendono la visita a Castelnuovo Cilento particolarmente gradevole. 

Da non trascurare un vezzo architettonico lasciato al paese dall’eccentrico Guerino Galzerano, che rivestì di ciottoli e sassolini i muri della sua casa, alcuni vicoli e persino la sua tomba al cimitero, creando degli scorci unici e surreali in vari punti del piccolo borgo. 

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