Roscigno Vecchia

La Pompei del Duemila 

E’ un piccolo borgo abbandonato, di cui si percepisce una vita ancora pulsante. Si rimane ammaliati dalla piazza in cui si erge la Chiesa settecentesca dedicata a San Nicola, la fontana di pietra, le case e le botteghe con le loro insegne sbiadite, che ci riportano indietro nel tempo. 

Attualmente il paese è abitato da una sola persona, Giuseppe Spagnuolo, ed è di rado frequentato dai suoi vecchi abitanti, che pur risiedendo nei centri abitati vicini, posseggono ancora le vecchie case, ormai adibite a deposito per gli attrezzi agricoli, e da turisti del fine settimana. 

Il terreno su cui sorge Roscigno Vecchia è scosceso e argilloso, e nel tempo è stato soggetto a frane dovute allo scorrere dei torrenti che hanno portato via nel tempo abitazioni e natura. 

Sono scomparsi infatti numerosi edifici, tra cui il primo nucleo abitativo chiamato Rossino, e la prima chiesa che si trovava ai piedi del paese.

Roscigno Nuova, nacque invece all’inizio del secolo scorso e si trova più a monte, ma l’esodo fu lentissimo e attraversò tre generazioni. Nei locali restaurati dell’ex casa canonica e del vecchio municipio è stato allestito il Museo della Civiltà Contadina, che racchiude le testimonianze della cultura popolare locale. 

 

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